LA FOBIA SOCIALE
by Super User
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Paul era un chirurgo di 35 anni quando richiese per la prima volta un trattamento. Riferiva di essere affetto da fobia sociale da 13 anni. Aveva pochissime interazioni sociali a causa della sua paura persistente che le persone notassero quanto fosse a disagio in queste occasioni.

Era convinto che gli altri lo considerassero stupido o matto, e soprattutto era preoccupato che le persone notassero l’irrigidimento della sua mascella in loro presenza. Paul masticava frequentemente una gomma da masticare in situazioni pubbliche, pensando che ciò impedisse che il suo volto apparisse distorto. È importante notare che Paul non aveva particolari problemi a parlare con le persone in situazioni professionali. Per esempio, era a suo agio quando parlava con i pazienti prima e dopo gli interventi. Durante le operazioni, con il volto coperto dalla mascherina, non aveva problemi a portare a termine le varie procedure dell’intervento o a interagire con gli altri chirurghi presenti in sala operatoria. I problemi cominciavano invece quando usciva dalla sala operatoria e doveva parlare e mantenere il contatto visivo con gli altri dottori o infermieri o con i famigliari dei pazienti. In queste situazioni aveva frequenti attacchi di panico. 

La fobia sociale (o Disturbo di Ansia Sociale) è caratterizzata da paure invalidanti per una o più situazioni sociali specifiche nelle quali l’individuo è esposto al possibile giudizio degli altri. Queste situazioni comprendono le interazioni sociali (avere una conversione, incontrare persone sconosciute), l’essere osservati (per esempio, mentre si mangia) e l’eseguire una prestazione di fronte ad altri (per esempio, fare un discorso). In queste situazioni l’individuo teme che agirà in modo tale o manifesterà sintomi di ansia che saranno valutati negativamente, che saranno umilianti o imbarazzanti, che porteranno al rifiuto o che risulteranno offensivi per gli altri. Per queste ragioni, la persona che soffre di fobia sociale evita tali situazioni o le tollera con enormi livelli di stress. La paura, l’ansia o l’evitamento durano tipicamente 6 mesi o più. 

Circa il 12% della popolazione rientra in questi criteri diagnostici in qualche momento della propria vita. La fobia sociale è più diffusa tra le donne e, tipicamente, emerge durante l’adolescenza o la prima età adulta. L’intensa paura di parlare in pubblico è il tipo specifico di fobia sociale più diffuso.

Sono stati ipotizzati molti fattori diversi alla base dell’esordio e nel decorso della fobia sociale:

• IPOTESI COGNITIVO-COMPORTAMENTALE: il disturbo sembra spesso avere origine da fenomeni di condizionamento classico (per esempio, sperimentare quella che viene percepita come un’umiliazione o essere l’obiettivo di aggressioni o critiche) oppure condizionamento vicario (assistere a un episodio in cui qualcun’altro viene preso di mira).

• IPOTESI EVOLUZIONISTICA: l’ansia sociale, per definizione, implica la paura dei membri della stessa specie. Se la fobia per alcuni animali è probabile che si sia evoluta per attivare la risposta di attacco-fuga verso potenziali predatori, è stato proposto che alla base della fobia sociale vi sia la capacità ancestrale, adattiva alla sopravvivenza, di sviluppare paura e evitamento in presenza di stimoli sociali che segnalano dominanza e aggressività da parte di altri essere umani. Questi stimoli sociali includono le espressioni facciali di rabbia o disprezzo che, in media, tutte le persone sembrano processare più rapidamente rispetto a espressioni felici o neutre. 

• BIAS COGNITIVI: le persone che soffrono di fobia sociale tendono ad aspettarsi dagli altri rifiuti o giudizi negativi. Questo genera un senso di vulnerabilità in quelle occasioni in cui sono circondate da persone che potrebbero costituire una minaccia. Queste aspettative negative li inducono a preoccuparsi delle proprie risposte corporee, anche al punto di prestare attenzione al proprio battito cardiaco, alla sudorazione o al rossore in volto, interferendo di conseguenza con la loro capacità di interagire in modo adeguato. Si attiva così un circolo vizioso: l’attenzione su di sé e le interazioni potenzialmente impacciate potrebbero indurre gli altri a reagire in modo meno amichevole, confermando le aspettative delle persone con fobia sociale. 

Se pensi di soffrire di un disturbo d’ansia sociale e hai bisogno di aiuto puoi metterti in contatto con il Mandorlo Bianco per richiedere un appuntamento.

Centro Clinico Mandorlo Bianco