I disturbi della personalità
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Dott.ssa Maria Lucia De Marco

Sempre più spesso si sente parlare di disturbi di personalità. Ma cos’è la personalità?

Personalità deriva dal latino persona, cioè maschera, che a sua volta dovrebbe derivare dalla parola greca prosopon la quale indica il volto dell’individuo, ma anche la maschera dell’attore e il personaggio da esso derivato. Le maschere venivano usate all’interno delle rappresentazioni nell’antico teatro greco, prima, e poi in quello latino, per caratterizzare i vari personaggi in modo da riconoscerli e identificarli tramite le loro caratteristiche principali. Nel linguaggio corrente dei nostri giorni, il termine ha assunto una connotazione diversa: per persona intendiamo il singolo individuo, mentre con il termine personalità intendiamo l'insieme di tratti che contraddistinguono la persona. 

Oggi l’OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità -  definisce la personalità: “una modalità strutturata di pensiero, sentimento e comportamento che caratterizza il tipo di adattamento o stile di vita di un soggetto e che risulta da fattori costituzionali, dello sviluppo e dell’esperienza sociale”. I tratti di personalità presenti in ognuno di noi sono modalità costanti di pensiero, di rapportarsi, di percepire sé stessi e gli eventi e si manifestano in un’ampia gamma di contesti sociali e personali. Ciò implica che le persone in grado di adattarsi efficacemente alle diverse situazioni della vita tendano ad assumere modalità di pensiero e di comportamento alternative quando lo stile abituale risulta inefficace. Al contrario, gli individui con un disturbo di personalità hanno modalità rigide e inflessibili di reagire e tendono a rispondere in modo inappropriato fino al punto che le relazioni con familiari, amici e colleghi di lavoro divengono conflittuali o vengono evitate.

Il DSM-V o Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali definisce un disturbo di personalità come “un pattern abituale di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative culturali, è inflessibile e pervasivo, ha il suo esordio nell’adolescenza o nella prima età adulta, è stabile nel tempo, e determina disagio o menomazione”(APA, 2013).

I disturbi di personalità si manifestano in almeno due delle seguenti aree:

1. Modalità di pensiero disfunzionale

2. Difficoltà nella regolazione delle emozioni

3. Difficoltà nelle relazioni interpersonali

4. Eccessivo o mancato controllo degli impulsi 

Queste quattro caratteristiche possono essere riscontrate con diverse combinazioni all’interno dei 10 disturbi di personalità identificati dal DSM-V e raggruppati in tre grandi gruppi chiamati Cluster (APA 2013). Ciascun disturbo ha comunque delle caratteristiche peculiari che lo distinguono dall’altro. Per effettuare una diagnosi è necessario una valutazione psicologica e che i sintomi creino problemi nel funzionamento personale, sociale e lavorativo.

Di seguito una brevissima descrizione.

CLUSTER A

● Disturbo Paranoide di Personalità: caratterizzato da sospettosità e sfiducia. Le motivazioni degli altri vengono interpretate come malevole.

● Disturbo Schizoide di Personalità: caratterizzato da una limitata gamma di espressività emotiva e distacco dalle relazioni sociali.

● Disturbo Schizotipico di Personalità: si caratterizza per eccentricità nel comportamento, disagio acuto nelle relazioni affettive e distorsioni percettive o cognitive.

CLUSTER B

● Disturbo Antisociale di Personalità: caratterizzato da violazione e inosservanza delle regole e dei diritti degli altri.

● Disturbo Borderline di Personalità: si caratterizza per marcata impulsività, instabilità relativa all’immagine di sé, alle relazioni interpersonali e degli affetti.

● Disturbo Istrionico di Personalità: caratterizzato da eccessiva emotività e ricerca di attenzioni.

● Disturbo Narcisistico di Personalità: caratterizzato da senso di grandiosità, mancanza di empatia e bisogno di ammirazione.

CLUSTER C

● Disturbo Evitante di Personalità: si caratterizza per la presenza di sentimenti di inadeguatezza, inibizione sociale ed elevata sensibilità ai giudizi negativi.

● Disturbo Dipendente di Personalità: caratterizzato da un comportamento adesivo e sottomesso, derivato da un eccessivo bisogno di essere accuditi.

● Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità: caratterizzato da perfezionismo, preoccupazione per l’ordine ed esigenze di controllo eccessivo.

(APA, 2013)

TERAPIA PSICOLOGICA

Il trattamento dei disturbi di personalità è complesso e richiede un impegno prolungato nel tempo. Molto spesso le persone con questi disturbi non sono consapevoli della problematicità del loro comportamento disfunzionale e pertanto non cercano l’aiuto di uno specialista. 

Quando invece si cerca aiuto autonomamente, ciò avviene a causa delle difficoltà quotidiane generate dai sintomi del disturbo, ritenendo le cause delle proprie problematiche imputabili agli altri o a eventi di vita incontrollabili. Generalmente, infatti, si arriva in terapia per un problema secondario quale ad esempio ansia, calo dell’umore o contrasti col partner o coi colleghi di lavoro. Una parte importante del trattamento è dedicata a costruire una buona alleanza terapeutica col paziente con l’obiettivo di renderlo consapevole delle proprie emozioni, aiutarlo a comprendere quali siano i fattori che scatenano determinate reazioni emotive e sostenerlo nell’acquisizione di strategie di regolazione ottimali.

La psicoterapia ha l’obiettivo di aiutare il paziente a capire come i propri atteggiamenti influiscano sulle relazioni con gli altri e ad adottare comportamenti più funzionali al raggiungimento dei propri obiettivi.

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Dott.ssa Maria Lucia De Marco